Fonderie: l’andamento nei primi anni dell’anno

Assofond (Federazione Nazionale Fonderie) ha reso noti i risultati dei report relativi al primo trimestre 2018 riguardanti i tre principali comparti in cui è diviso il settore delle fonderie: acciaio, metalli non ferrosi e ghisa. A dispetto del clima di incertezza che sta attraversando il mercato, l’indagine congiunturale (effettuata da Assofond con cadenza trimestrale presso i propri associati) ha messo in luce un bilancio tutto sommato positivo.

di Francesca Fiore

Secondo quanto è emerso dal report di Assofond, per il comparto dell’acciaio il primo trimestre 2018 ha registrato un primo rimbalzo significativo: +9% rispetto allo stesso periodo del 2017 e rispetto ad altri indicatori che verranno commentati di seguito. Tutto ciò, getta le basi per una possibile ripresa del comparto. Va però fatta una doverosa premessa. I dati trimestrali Assofond danno riscontro a indagini a risposta volontaria da parte degli associati: è per questo che si raffronta il campione rilevato con i dati ufficiali ISTAT per commentarne la correlazione. In questa rilevazione, il campione Assofond rappresenta il 25% della produzione nazionale delle fonderie di acciaio; i dati del campione stratificato dell’ISTAT dipendono dal codice Ateco che le aziende, in origine, hanno indicato alle Camere di Commercio, in fase di costituzione. Nello specifico, in questo trimestre, la correlazione fra gli indicatori risulta molto basso e pari al 47%, diversamente dai trimestri precedenti, a causa del divario del valore degli indici nel primo periodo del 2018. Oltre ad avere un andamento divergente, l’indice dei dati grezzi Assofond cresce di 20 punti, mentre quello dell’ISTAT scende di 10, anche la forbice fra i valori del primo trimestre del 2018 si allarga: i dati Assofond registrano 118 punti, ovvero una crescita di 18 punti percentuali sulla media trimestrale del 2017, mentre il valore dell’ISTAT scende a 96, creando un differenziale pari a 22 punti.

L’aumento del 9% sancisce il ritorno alla crescita dell’acciaio
Nel primo trimestre del 2018, la fiducia rimane sui valori elevati degli ultimi due trimestri, a 87,5 punti, dopo il balzo sancito nel secondo trimestre 2017. Dopo tre anni di continua decrescita (-5% la stima Assofond del 2017 sul 2016), il primo trimestre 2017 è stato particolarmente carente rispetto alla media (89 punti) ma, a partire dal terzo trimestre dello stesso anno, si registra una continua crescita che ha raggiunto, con l’inizio del 2018, i 114 punti. In termini congiunturali, la crescita rispetto al quarto trimestre del 2017 si attesta al +7,2%, proseguendo la serie positiva dei due trimestri precedenti. Il rimbalzo che si delinea non è così marcato: la crescita fra il terzo e il secondo periodo del 2017 è stata molto più significativa e pari al +16,4%. I valori tendenziali fanno sperare in una crescita consolidata, ma è ancora troppo presto per una conferma. Nel primo trimestre 2018, il +9% sullo stesso periodo del 2017 sancisce dunque il ritorno alla crescita, dopo l’ultimo trimestre del 2017 che è stato negativo (-13,6%) rispetto allo stesso periodo del 2016. I livelli di fatturato crescono anch’essi, ma in maniera meno che proporzionale rispetto a quelli della produzione: la variazione in aumento rispetto allo stesso periodo del 2017 si ferma al +2,4%. Migliore è l’incremento del fatturato estero che aumenta del +7,8%.
Il fatturato generale torna in positivo (+2,4%) dopo tre trimestri consecutivamente negativi: anche in questo caso, la curva è continuamente crescente dal terzo trimestre 2017 in poi. Il fatturato calcolato sulle quote dei mercati di destinazione vede tutti i relativi indicatori in crescita. Particolare attenzione è su quelli con le maggiori quote, come la meccanica (65,3%) e l’edilizia.
La meccanica risale al livello medio del 2017 (100) e recupera sui due trimestri precedenti. Anche la siderurgia è in forte recupero: dopo essere finito a 93 punti, nel 2018 risale sopra la media, a 103.

Confermato il momento positivo dei non ferrosi
Dopo l’analisi del settore acciaio, passiamo ad analizzare il comparto dei non ferrosi. Secondo Assofond, questo specifico comparto ha chiuso il 2017 con un buon risultato rispetto al 2016: +7%. Nel primo trimestre 2018 i valori raccolti da Assofond confermano il momento positivo, con un +8,7% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, ma i valori congiunturali e tendenziali riscontrano un vistoso rallentamento della crescita. Una prima indicazione arriva dal confronto con i dati dell’ISTAT. La correlazione fra questi e i dati raccolti da Assofond è scesa all’88%, ma anche l’indice della produzione industriale dell’Istituto Nazionale di Statistica, nel primo periodo del 2018, accusa un rallentamento congiunturale, incrementandosi di soli 9 punti, contro i 12 del trimestre ancora precedente. I due trend sono simili, lungo gli ultimi quattro trimestri in analisi, ma l’indice dei dati grezzi di Assofond, la cui rappresentatività arriva fino al 16% della produzione nazionale stimata nel 2017, è sempre superiore, negli ultimi tre periodi, a quello dell’ISTAT che, con l’inizio del 2018, si attesta a 108 punti, contro i 112 dell’associazione di categoria delle fonderie italiane. I valori destagionalizzati, con base la media trimestrale del 2017, disegna una costante crescita nell’ultimo anno.
L’indice Assofond raggiunge il punto di massimo, a 104 punti, aggiungendo un punto al risultato dell’ultimo trimestre del 2017. La crescita è stata più marcata nel corso dell’anno precedente, in particolare fra il secondo e il terzo trimestre (3 punti, da 98 a 101). Se si osservano le variazioni congiunturali, anch’esse calcolate su valori destagionalizzati, il rallentamento è più evidente.
La curva è in costante decrescita negli ultimi tre trimestri: dal +2,7% di spinta registrata nel terzo parziale si è passati al +1,9% di fine 2017, fino ad arrivare all’esiguo +1% del primo trimestre del 2018. All’interno del comparto, lo Zinco è l’unico in controtendenza, e registra un rimbalzo positivo del +10,1%. Gli altri metalli non ferrosi, invece, accusano una brusca frenata del -0,6% sul quarto trimestre 2017. Anche la tendenza generale subisce un contraccolpo. La crescita del primo trimestre 2018 è al +8,7%, un buon risultato, ma non conferma l’exploit dell’ultimo trimestre del 2017 (+17,7%). La fiducia degli imprenditori del comparto è andata calando nel corso dell’ultimo anno, in qualche modo coerente con le incertezze di crescita.
L’indice “si sdraia” a 53,1 punti, il minimo registrato negli ultimi quattro trimestri, perdendo quasi tredici punti rispetto ai 65,6 del secondo trimestre del 2017.
La media della percentuale di utilizzo di capacità produttiva sale anche nel primo trimestre del 2018, all’80,7%, un valore, finalmente, soddisfacente. Si mantiene, dunque, la quota “80” che è stata raggiunta nel quarto trimestre 2017, con un valore medio dell’80,3%.

Tra i metalli non ferrosi, lo Zinco ha la prestazione migliore
Il fatturato fa meglio della produzione, sia in termini assoluti che congiunturali, ma a soffrire è la domanda estera. La crescita, rispetto al primo trimestre del 2017, raggiunge il +12,8%, mentre la quota estera va oltre, a +15,1%, ma il trend è declinante. Tutti i gruppi all’interno del comparto crescono, ma la performance migliore è dello Zinco con il +8,8%, seguito dagli altri metalli non ferrosi, con il +2,6%, mentre l’Alluminio si ferma al +0,1%. Nei valori tendenziali, anche la curva del fatturato generale peggiora il proprio risultato, seppure di lieve entità, rispetto alla performance dell’ultimo trimestre 2017. La domanda globale cresce del +12,8% rispetto al primo trimestre del 2017, inferiore al +15,6% dell’incremento del quarto trimestre 2017, rispetto allo stesso periodo del 2016. La quota estera registra un buon +15,1%, nel primo trimestre 2018, superiore a tutti i trimestri precedenti, a eccezione del picco registrato nell’ultimo trimestre 2017 (+49,9%). In questo ambito, Alluminio e Zinco presentano variazioni analoghe, rispettivamente del +12,2% e del +12,1%, mentre si assiste a un exploit degli altri metalli non ferrosi, con un +74,5%.
Il principale mercato di riferimento è quello dei mezzi di trasporto (con una quota dell’89,7%), mentre mercati secondari sono invece in flessione (la meccanica è a quota 101).

In mercato della ghisa in crescita del 6,2%
In conclusione, riportiamo di seguito i risultati dell’indagine congiunturale di Assofond relativi alla ghisa. Nel primo trimestre del 2018, il comparto incassa un rassicurante +6,2% di crescita rispetto allo stesso periodo del 2017. Con l’inizio dell’anno nuovo, l’indice della produzione destagionalizzato, proposto da Assofond, cambia la base di calcolo con la media trimestrale dell’anno precedente, il 2017, che è stato un anno – a sua volta – di consistente crescita (+7,8% sul 2016). In considerazione di ciò, il valore di 101 punti che l’indice ha assunto nel primo trimestre 2018 è da considerarsi, a maggior ragione, un inizio incoraggiante. La curva mette in evidenza come la partenza del 2017 non è stata altrettanto convincente: i 98 punti del primo trimestre, oltre che essere sotto la media, rappresenta il valore più basso degli ultimi quattro periodi. I valori rilevati da Assofond sono supportati da una buona correlazione con i dati grezzi della produzione industriale dell’ISTAT, su base trimestrale, pari al 93%. Le due curve hanno un andamento analogo, ma la crescita fra il primo trimestre 2018 e l’ultimo del 2017 è più significativa nel campione Assofond rispetto a quello dell’ISTAT: entrambi a 105 punti alla fine dell’anno scorso, quello dell’Istituto Nazionale di Statistica aumenta di un solo punto (106) mentre quello di Assofond arriva fino a 111. Tuttavia, “non è oro tutto ciò che luccica”: il rimbalzo c’è stato, come si evidenzia dalla curva delle variazioni congiunturali, ma non è stato così vigoroso. Nel primo trimestre 2018 la crescita, rispetto al trimestre precedente, è pari al 2%, dopo una flessione del -2% sul terzo trimestre 2017, ma risulta inferiore di quasi un punto percentuale rispetto all’incremento che si è registrato fra il terzo e il secondo trimestre del 2017 (+2,8%). L’indice sulla fiducia aumenta a 59,4 punti perché aumenta la percentuale di chi ha una visione ottimistica (18,8% nel primo trimestre 2018): l’incremento, rispetto ai 56,3 punti dell’ultimo periodo del 2017, non è così significativo, ma il valore raggiunto è comunque quello più alto degli ultimi quattro trimestri. Anche la visibilità degli ordini, arrivata a una media di 2,8 mesi nel trimestre appena rilevato, è in crescita. La capacità produttiva del comparto si attesta al 79%, avvicinandosi così a valori più confortanti. Questa media è la più alta degli ultimi quattro trimestri. Buone notizie arrivano anche dal fronte del fatturato, in crescita maggiore rispetto ai livelli produttivi e pari al +7,8% rispetto al primo trimestre del 2017. Analogo è l’incremento della domanda estera, pari al +7,2%. I valori congiunturali, tuttavia, sono in negativo, sia nei valori complessivi sia in quelli della quota estera.

La domanda interna di ghisa limita le perdite rispetto alla domanda estera
Nel primo trimestre del 2018 la domanda estera di ghisa diminuisce fino al -3,2% rispetto all’ultimo periodo del 2017, mentre i valori complessivi si comprimono di poco (-0,9%): è la domanda interna, dunque, che limita le perdite. Pur in un quadro di crescita, anche i tendenziali sul fatturato non confermano una solida prospettiva di espansione. La crescita rispetto al primo trimestre 2017, per il fatturato complessivo, è pari al +7,8%. Questo risultato è molto lontano dal +19,7% dell’ultimo trimestre del 2017 ed è anche inferiore alla variazione che si è registrata nel terzo periodo del 2017 (+8,7%). Il fatturato estero delinea una curva che non ha mai registrato una crescita superiore a quella del fatturato complessivo, a indicare una sempre maggiore importanza della domanda interna nella crescita dell’ultimo anno: nel 2018 l’incremento è pari a +7,2% rispetto al primo trimestre del 2017, ma, in questo caso, il risultato è più confortante perché superiore agli altri periodi precedenti, fatta eccezione per il quarto trimestre 2017 il cui tendenziale è salito a +11,2%. Da quest’anno i mercati di destinazione sono stati accorpati. La meccanica possiede la quota maggiore (51,6%) e il trend relativo, derivato dalle percentuali rilevate con il questionario annuale del 2017 e applicate ai valori del fatturato raccolti nel primo trimestre 2018, è in significativa crescita. L’indice si incrementa di 4 punti e si pone a 105: rispetto ai periodi precedenti si assiste, dunque, a un’accelerazione maggiore e a un consolidamento dei livelli di fatturato al di sopra della media trimestrale dell’anno precedente. Il trend dei prezzi è in aumento e l’indice relativo alle fonderie di ghisa risale a 56,3 punti: diminuiscono le aziende che dichiarano di applicare prezzi in diminuzione (6,8%); la maggioranza (75%) è riuscita a mantenerli invariati.

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