Tutto cambia ma niente cambia

L’open house organizzata da CMZ e svoltasi presso la sede della filiale italiana del gruppo basco ha voluto essere un tributo alla memoria di Paolo Paccagnini (direttore commerciale di CMZ Italia scomparso nel maggio di quest’anno). A sostituirlo, Alessandro Senzapaura, che continuerà a lavorare nella direzione intrapresa dal suo predecessore.

di Laura Alberelli

L’evento che CMZ Italia ha organizzato a metà novembre nella sua sede di Magnago, alle porte di Milano, non è stata solo la “classica” open house in cui clienti (attuali e potenziali) si recano per vedere da vicino quelle che sono le macchine esposte e per raccogliere informazioni in merito alle capacità e potenzialità dei modelli in mostra. In questo caso, le tre giornate di lavori (dal 15 al 17 novembre) sono state un tributo che la direzione CMZ ha riservato alla memoria di Paolo Paccagnini, direttore commerciale della filiale italiana sin dalla sua costituzione (nel 2012) scomparso nel maggio di quest’anno. Sotto la sua sapiente guida, nel giro di pochi anni CMZ Italia si è conquistata un posto di rilievo sia sul mercato nazionale sia a livello di corporate. “Paolo era solito dire “Saremo grandi”. Lo ha detto e lo ha fatto”, ha ricordato Aitor Zumarraga, direttore generale di CMZ insieme a Iñaki Zumarraga. “Di fatto, lui e la sua squadra, a tempo di record, sono riusciti a realizzare l’impensabile: CMZ Italia non solo è cresciuta a livello nazionale, ma è diventata anche il principale mercato di CMZ. Paccagnini ha saputo interpretare al meglio la filosofia della nostra famiglia fino a portare l’azienda ai vertici del proprio settore. Ha creduto in un sogno e ha lavorato duro affinché si realizzasse. Oltre a essere stato un combattente e un lavoratore instancabile, Paccagnini sarà ricordato per la grande persona che era. Anche se Paolo non c’è più, la direzione CMZ così come il suo successore, Alessandro Senzapaura, continueranno a lavorare nella direzione già intrapresa in modo da diventare ancora più grandi”. A raccogliere l’eredità di Paccagnini è dunque Alessandro Senzapaura, laureato in Ingegneria meccanica presso il politico di Milano e con una lunga esperienza maturata nel settore della meccanica, che ha accettato questa nuova sfida con grande entusiasmo e gratitudine.

Molti progetti per il futuro
La prima giornata di open house è stata dedicata interamente alla forza vendita. In quella occasione, Aitor Zumarraga ha analizzato il mercato, i risultati ottenuti e gli obiettivi previsti per il prossimo futuro. “Continua il trend positivo delle vendite in Italia che è diventato il nostro mercato di sbocco principale. Il nostro intento è quindi quello di proseguire in questa direzione, lavorando sodo e incrementando ulteriormente il fatturato anche nei prossimi tre anni”.
Ha poi aggiunto Iñaki Zumarraga: “Per il futuro abbiamo grandi obiettivi da raggiungere, ma anche grandi investimenti e progetti che si concretizzeranno a breve, come l’espansione del sito produttivo e il lancio della start up Neoprec. Con questa politica, prevediamo di incrementare la nostra capacità produttiva in modo da rispondere in maniera ancora più efficace alle richieste del mercato”. Oltre a fornire macchine di elevata qualità, assicurare un servizio post vendita davvero completo è d’importanza strategica per CMZ. In quest’ottica, la società sta per inaugurare la CMZ Academy, un servizio di formazione in aula che prevede corsi di apprendimento dedicati alla programmazione e alla gestione dei centri di tornitura CMZ.

Riflettori puntati sulle macchine
Come in ogni open house che si rispetti, a catalizzare l’attenzione sono state – ovviamente – le macchine. Sotto i riflettori alcuni dei modelli più rappresentativi delle tre linee di torni CNC a marchio CMZ: le serie TD, TA e TX.
Tra le macchine della serie TD (sigla che identifica una linea di centri di tornitura polifunzionali) grande attenzione è stata riservata al modello TD Z2200, una versione nella quale le teste con scatole sono state sostituite da un cambio gamma di riduzione. Indicato soprattutto per la lavorazione di particolari di grandi dimensioni, è in grado di assicurare elevata coppia e potenza. Per quanto riguarda la potenza del mandrino, il regime massimo di rotazione è di 12.000 giri/min, mentre la massima coppia raggiunge un valore di 105 Nm. Ad azionare il mandrino è un motore con potenza 13 kW.
La gamma TA comprende invece dodici varianti caratterizzate da un elevato grado di personalizzazione, in modo da poter soddisfare le più diverse esigenze produttive. Degno di nota è, ad esempio, il centro di tornitura TA 20 TY 640 (uno dei modelli presentati dall’azienda durante l’ultima edizione della BI-MU), dotato di asse Y e contromandrino allestito per l’occasione per eseguire lavorazioni da barra. Sempre in BI-MU, CMZ Italia ha presentato anche un tornio TX 66-Y3. Questo modello appartiene alla famiglia di torni multiasse e multitasking TX dotata di tre torrette portautensili a ventiquattro posti, con utensili motorizzati e assi Y. Due i modelli disponibili, TX 52 e TX 66, in grado di assicurare una lunghezza di tornitura pari a 650 mm.

Una filosofia condivisa
Perseveranza, disciplina e un prodotto di alta qualità sono dunque i fattori che hanno portato CMZ alla conquista delle principali nazioni europee (nel 2004 è stata infatti inaugurata la prima filiale CMZ in Francia, nel 2006 è stata la volta dell’Inghilterra, nel 2010 della Germania e, infine, nel 2012 è stato il momento dell’Italia). Ne è passato di tempo da quando un giovane Florente Zumarraga ha fondato l’azienda nel lontano 1945. Si è partiti con la produzione di pialle per carpenteria e bordatrici fino ad arrivare agli anni ‘70, quando cioè avviene il “cambio di rotta” e CMZ inizia a produrre i suoi primi torni paralleli a CNC. Aitor e Iñaki Zumarraga rappresentano la terza generazione imprenditoriale di CMZ, e sono a capo del gruppo a partire dagli anni ’80. In un periodo in cui tutti i costruttori puntavano sullo speciale, loro hanno scelto di andare controcorrente focalizzandosi sullo standard, una decisione che si è rivelata vincente. I Zumarraga, proprio come Paolo Paccagnini, hanno avuto – e continuano ad avere – il coraggio di sognare, di combattere per ciò in cui credono in modo da arrivare sempre più lontano.