Dopo un 2018 da record, il 2019 sarà all’insegna della stabilità

Positivo il bilancio di fine anno per il comparto italiano di macchina utensile, robot e automazione che archivia il 2018 come l’anno dei record. Le previsioni per il 2019 parlano invece di un mercato con un andamento sostanzialmente stabile. Ciò è quanto è emerso in occasione della conferenza stampa organizzata lo scorso dicembre da UCIMU – Sistemi per Produrre.

di Sara Rota

Secondo i dati di preconsuntivo elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU – Sistemi per Produrre, nel 2018 la produzione è cresciuta a 6.900 milioni di euro, segnando un incremento del 13,4% rispetto all’anno precedente. Si tratta del quinto anno consecutivo di crescita e, in valori assoluti, del nuovo record per l’industria italiana di settore.
Il risultato è stato determinato sia dall’ottima performance delle consegne dei costruttori italiani sul mercato interno cresciute, del 21,1%, a 3.270 milioni di euro, sia dal positivo andamento delle esportazioni cresciute, del 7,2%, a 3.630 milioni di euro. Secondo l’elaborazione UCIMU sui dati ISTAT, nei primi otto mesi dell’anno (ultima rilevazione disponibile), principali Paesi di destinazione del made in Italy di settore sono risultati: Germania 246 milioni di euro (+11,6%); Cina 237 milioni di euro (+7,1%); Stati Uniti 223 milioni di euro (+9,5%); Polonia 143 milioni di euro (+49,8%) e Francia 135 milioni di euro (-4,6%).

Nel 2018, il consumo di MU, robot e automazione in Italia è salito del 25,9%
In virtù di questi incrementi, l’Italia ha rafforzato il suo ruolo nel panorama internazionale ove si è distinta non solo per la competenza espressa dalle industrie di settore, misurata dai dati di produzione ed export, ma anche per la vivacità della domanda sostenuta e stimolata dai provvedimenti per la competitività quali super e iperammortamento inseriti nei programmi Industria/Impresa 4.0. In particolare, nel 2018, il consumo di macchine utensili, robot e automazione in Italia, è salito, del 25,9%, a 5.620 milioni di euro. La disponibilità a investire in nuova tecnologia, anche digitale, da parte degli utilizzatori italiani ha spinto i costruttori a orientare le proprie attenzioni al mercato domestico, come dimostra la riduzione del rapporto export su produzione, passato da 55,6% del 2017 a 52,6% del 2018.

Le previsioni per il 2019
A dispetto di un clima generale non certo favorevole, nel 2019, l’industria italiana di settore dovrebbe comunque confermare le prestazioni del 2018, giovandosi del positivo andamento delle consegne sui mercati esteri, attese in aumento. In evidente rallentamento il mercato interno, il cui trend di crescita sembra aver perso lo slancio a cui ci eravamo abituati nel corso degli ultimi anni. La produzione salirà a 7.040 milioni (+2%) trainata dalle esportazioni che, attese in crescita del 5%, si attesteranno a 3.810 milioni di euro. Il consumo, vale a dire la domanda da parte degli utilizzatori italiani, si fermerà a 5.630 milioni di euro (+0,2%).
La stazionarietà del mercato interno avrà ripercussioni sia sulle consegne dei costruttori italiani che scenderanno a 3.230 milioni di euro (-1,2%) sia sulle importazioni che si attesteranno a 2.400 milioni (+2,1%). Il dato di export sulla produzione crescerà di un punto percentuale a 54,1%.
A commentare questi dati Massimo Carboniero, presidente UCIMU – Sistemi per Produrre: “Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti nel 2018: l’anno si è chiuso con ottimi risultati – sia in Italia che all’estero – e con un fatturato che, considerato nel suo complesso, cioè sommando alla produzione di macchine, anche la produzione di parti, utensili, controlli numerici non conteggiati nelle macchine utensili italiane, ha oltrepassato i 9 miliardi di euro. Seppure fiduciosi di poter mantenere i livelli raggiunti nel 2018, per il 2019 rileviamo un chiaro rallentamento degli investimenti in nuove macchine da parte degli utilizzatori italiani. Siamo consapevoli che la crescita cui eravamo abituati non può proseguire ininterrottamente con quei ritmi e quell’intensità.
Occorre però ricordare che una recente indagine svolta da FONDAZIONE UCIMU e EUMETRA ha rilevato che solo la metà delle imprese metalmeccaniche italiane ha fatto investimenti nel periodo compreso tra il 2017 e la prima parte del 2018. Per questa ragione sarebbe necessario procedere sulla strada già tracciata dell’innovazione”.